Qualità della vita: va male per la città e provincia

Scritto il dicembre 31, 2013 alle ore 10:18 da

Non c’è la provincia di Trapani, tra quelle nelle quali, secondo lo studio sulla qualità della vita redatto dall’università La Sapienza di Roma e pubblicato sul quotidiano Italia Oggi, le condizioni registrano un miglioramento, anzi. I ricercatori dell’ateneo romano – che hanno monitorato nove dimensioni particolari: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.
Secondo questi parametri, la nostra città e il suo territorio perdono ben dieci posizioni in classifica, passando dalla 96ª alla 106ª posizione. Trapani è, secondo i parametri presi in considerazione dallo studio, al quint’ultimo posto a livello nazionale, “grazie” ai risultati negativi in quasi tutte le categorie, a cominciare da quella “Affari e Lavoro” dove Trapani si ferma al 95° posto contro l’84° registrato nel 2012. Nelle varie sottocategorie c’è un miglioramento per il corporate banking sul totale delle imprese ma si registra un crollo riguardo alla percentuale di disoccupati che sono il 18,1% della popolazione (dall’84ª alla 98ª posizione) e al numero delle imprese (dal 28° al 42° posto). Anche nella categoria “Ambiente” la provincia di Trapani segna una decrescita finendo al 106° posto in classifica contro il 100° detenuto nel 2012. L’aumento dei costi per l’approvigionamento idrico e la quantità di rifiuti prodotti contribuiscono anch’essi alla perdita di posizioni insieme al numero – in crescita – dei reati. Diminuisce, invece, secondo i dati dello studio de La Sapienza, il disagio sociale (dal 40° al 19° posto) con il secondo minor numero di tentativi di suicidio per 100 mila abitanti. Calano anche i dati relativi alla popolazione (dal 42° al 47° posto), ai servizi finanziari e scolastici (dal 93° posto al 94°) e al tenore di vita che “sprofonda” dalla 79ª posizione alla 104ª. Nella categoria “Turismo e tempo libero” Trapani e la sua provincia si fermano al 91° posto.
A livello nazionale, si conferma al primo posto la provincia di Trento, seguita da Bolzano, Aosta, Cuneo, Belluno, Siena, Parma, Pordenone, Verona e Treviso. La “fotografia” scattata dallo studio de La Sapienza, mostra, in definitiva, un’Italia a due velocità, con un marcato miglioramento anche delle regioni del Centro e, contestualmente, un ulteriore arretramento del Sud e delle Isole. Dai dati relativi alle province dei grandi centri urbani si è registrato un andamento tendente al peggioramento con l’esclusione della sola provincia di Milano che ha guadagnato due posizioni rispetto al 2012 e dodici dal 2010.